Rassegna Teatrale – TEATRO FUORI LE MURA

Un nuovo appuntamento per il teatro a Siena
SIENA- Prende forma una nuova iniziativa culturale rivolta alla scena teatrale senese:
Teatro Fuori le Mura, la rassegna che, da Dicembre 2025 ad Aprile 2026, porterà in
scena dieci serate di spettacolo inedite e stimolanti. Un progetto collaborativo, nato
dalla sinergia di cinque storiche compagnie locali (AresTeatro, EnSarte, La Lut,
Sobborghi e Topi Dalmata), che vuole creare un’opportunità e uno spazio di incontro e
dialogo artistico innovativo e contemporaneo tra realtà teatrali senesi e giovani
compagnie nazionali.
L’iniziativa si pone, quindi, come un appuntamento fondamentale per arricchire
l’offerta culturale della città di Siena.

Un Progetto di Crescita e Sinergia Istituzionale
L’iniziativa ha l’obiettivo principale di valorizzare le eccellenze teatrali del territorio,
creando uno scambio culturale, intergenerazionale e accessibile, proponendosi come
possibilità di sostegno per i nuovi talenti in ambito teatrale e promuovendo, al
contempo, un teatro alternativo e sperimentale, capace di intercettare un pubblico più
vasto, che comprenda anche da giovani e famiglie.
Un ringraziamento speciale va al Comune di Siena. La sua visione culturale e la
profonda sensibilità nel cogliere l ‘esigenza di ampliare e rinnovare il panorama teatrale
cittadino ci hanno permesso di realizzare questa rassegna. Un’iniziativa che si pone
come preziosa integrazione all’offerta istituzionale, contribuendo a fare di Siena una
città con un panorama teatrale più ricco, dinamico e sfaccettato.

Cinque Mesi di Spettacoli
La rassegna si svolgerà presso lo Spazio Topi Dalmata (70 posti) in Via E. S. Piccolomini 52
sempre alle ore 19:00, un orario pensato per facilitare la partecipazione di un pubblico
eterogeneo, includendo chi lavora o studia. Questo contesto intimo è stato pensato
anche come spazio di incontro post-spettacolo con le compagnie, offrendo al pubblico
anche la possibilità di creare uno stimolante momento di dialogo, approfondimento e
incontro.
La rassegna spazierà fra generi, offrendo produzioni di alto livello, con titoli di grande
interesse che esploreranno la comicità, il drammatico e la sperimentazione.
Il programma si aprirà il 13 dicembre 2025 con A Volo d’Angelo ( Binario Vivo-Teatro
Nuovo di Pisa- Teatro della Cooperativa di Milano) spettacolo vincitore del premio
FringeMi e Teatri Riflessi 10 per la miglior drammaturgia e miglior interprete a Michele
Canzi. Quindi, seguono molti altri spettacoli, tra cui Versipelle- spettacolo di e con
Benedetta Pigoni – vincitrice del Premio Tondelli 2023 e del ConTest Amleta con il testo
30 milligrammi di Ulipristal- e Valerio Sebasthian Saccà vincitore del premio Tetrapapa
(Messico), premio Silvano D’Orba e premio Ribalte di fantasia (2018 e 2024), Premio
Ravasio (2020)- e Moriremo Domani: spettacolo che si è aggiudicato la borsa lavoro
Alfonso Marietti. La rassegna si conclude il 18 Aprile 2026 con Concerto fetido su
quattro zampe, un progetto che vanta la partecipazione di professionisti attivi e
riconosciuti tra cui Alice Sinigaglia che, nel maggio 2023, ha diretto la prima edizione del
festival di teatro Under 30 Tutta la vita davanti- festival di teatro per vecchi del futuro
all’interno di Fuori Luogo La Spezia. Insieme a lei, Davide Sinigaglia, che ad oggi collaora
con Erico Casale nel progetto nazioale Per Aspera ad Astra- come riconfigurare la cultura
e la bellezza, ed è tra i selezionati al corso di alta formazione “Le parole del Corpo” di
ERT Emilia-Romagna Teatro, a conferma del suo percorso.

Inclusione e Accessibilità: Teatro Open
Teatro Fuori le Mura è pensato per rendere il teatro un luogo veramente “open” e
accogliente per tutti: Biglietto intero € 10, Biglietto ridotto € 8 (studenti, over 65,
abbonati alla stagione dei teatri di Siena). La rassegna fornisce la possibilità di acquisto
un progetto di abbonamenti: Per l’intera rassegna € 50, per 5 spettacoli € 30, mensile € 12.

Un elemento distintivo della rassegna è l’attenzione all’accessibilità attraverso il
coinvolgimento di alcune organizzazioni che si occupano di disabilità e inclusione sociale,
anche con iniziative e personale formato per garantire la piena fruibilità degli spazi e
degli spettacoli, sottolineando come la cultura debba essere un diritto universale e
accessibile.

A VOLO D’ANGELO
13 dicembre 2025

CREDITI
Testo e regia Federica Cottini con Michelangelo Canzi
Scene Mattia Franco, Alice Capoani
Costumi Nunzia Lazzaro, Fabiola Soldano
Luci Paolo Latini, Simona Ornaghi
Grafiche Anna Farina
Produzione Binario Vivo – Teatro Nuovo di Pisa
Si ringraziano
Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi (Milano)
Pilar Ternera – NTC (Livorno)
A VOLO D’ANGELO
13 dicembre 2025
SINOSSI
Crazy Bosnian guy è una guida turistica e ci accompagna per le strade della sua città, Mostar,nel sud della Bosnia Erzegovina. È un personaggio loquace, sopra le righe: il suo
soprannome, se l’è guadagnato sul campo.
Mentre il tour procede, veniamo risucchiati nel turbine dei ricordi. Crazy Bosnian guy negli
anni Novanta era un ventenne: la guerra nei Balcani è viva nella sua memoria. Ci parla della
ricchezza della Jugoslavia di Tito, del crollo della confederazione, dell’avvento di governi
instabili, del sentimento jugonostalgico. E della situazione attuale, definita dagli stessi abitanti‘una polveriera pronta ad esplodere’.
Perché interessarci a una storia in apparenza distante da noi? Ricordare, oggi, ha ancora un
senso?

NOTE DI REGIA
Lo spettacolo nasce da mesi trascorsi in Bosnia Erzegovina. Il personaggio protagonista è uncollettore di racconti, interviste, cevapi mangiati e sigarette fumate insieme a abitanti di
Mostar, Sarajevo e Srebrenica.
Con questo lavoro si vuole indagare il tema della memoria. Di una storia recente, avvenuta a
pochi passi da noi, iniziamo già a sapere molto poco.
La struttura dell’ indagine è un continuo procedere avanti e indietro nel tempo, tenendo
come punto centrale delle esplorazioni la città di Mostar e il suo ponte, testimone di tutto ciòche ha attraversato la Bosnia dagli anni ‘90 ad oggi.
“Sono felice che mio figlio non sappia niente della guerra. Io non gliela spiego. Not today. Però laspiego a chiunque mi paghi. You, tourist. My pain is my money. Vuoi la guerra, ti vendo la guerra.
Business.”

RICONOSCIMENTI OTTENUTI
. Vincitore “FringeMi Festival”
, Milano, 2025
. Vincitore “Teatri Riflessi 10”
, Zafferana Etnea (CT), 2025, Best Dramaturgy Federica Cottini e Best
Performer Michelangelo Canzi
. Selezionato per il festival “Segnali – Teatro per le nuove generazioni”
, Milano, 2025
. Finalista del bando “Lunacrescente” di Teatro Invito L’Ultima Luna d’Estate, Brianza, 2025
. Selezionato per il festival Internazionale di narrazione di Arzo, 2025
. Vincitore della call “Strade” di Arti e Spettacolo – Spazio Nobelperlapace, L’Aquila, 2025
. Vincitore del bando “Teatro. Voci della società giovanile” di Endas Emilia Romagna, 2024
. Vincitore del bando “Binario vivo – Vite dimenticate” del Teatro Nuovo di Pisa, 2024
. Selezionato per “Little Bit Festival”
, Livorno, 2025
. Selezionato per il festival “La meglio gioventù. Life” di Intrecciteatrali, Varese, 2025
. Selezionato per la rassegna “Collaterale” di Teatro Del Borgo, Milano, 2025
. Selezionato per il festival “Luci di Contro” del Dopolavoro Stadera, Milano, 2025
. Selezionato per la rassegna “Morsi” della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, 2024

RASSEGNA STAMPA
“…“A volo d’angelo” è uno spettacolo emozionante, scritto con perizia
dalla giovane Federica Cottini, che tratta di una guerra troppo presto
dimenticata, quella dei Balcani. Il racconto è guidato da Michelangelo
Canzi, davvero bravo e cangiante nei suoi modi narrativi…

(Roberto Simonte, Mario Bianchi, KLPTeatro, 11 giugno 2025)
https://www.klpteatro.it/a-volo-dangelo-canzi-cottini-fringe-milano-25
“Se queste sono le nuove leve – della scena e della coscienza civica – c’è
da essere molto ottimisti.

(Chiara Palumbo, Cultweek, 4 luglio 2025)
https://www.cultweek.com/attraversare-la-guerra-e-abitare-la-pace/
“Michelangelo Canzi […] riesce nell’impresa rara di costruire uno
spettacolo che sembra accadere lì, in diretta, senza un copione.

(Samuel Zucchiati, Eolo Magazine, 25 maggio 2025)
https://www.eoloragazzi.it/page.php?pag_id=2826&
“Attraverso il freddo e il buio della sala, con i repentini picchi adrenalinici
alternati a una paura raggelante, con A volo d’angelo si riesce per un
istante a percepire un baluginio dello stordimento causato dal tracollo della
normalità…

(Ludovica Taurisano, Gagarin Magazine, 7 maggio 2025)
https://www.gagarin-magazine.it/2025/05/visto-da-noi/la-memoria-e-unaspecie-di-magia-a-volodangelo-di-federica-cottini/

FEDERICA COTTINI: Classe 1991, si è diplomata nel 2025 presso la Civica Scuola di Teatro
Paolo Grassi (Milano), corso Scrittura per lo spettacolo.
Come attrice si è formata presso la Scuola di Teatro Quelli di Grock (Milano).
Segue il workshop e laboratori con, tra gli altri, Marius Von Mayenburg, Fabio Cherstich,
Massimiliano Civica, Liv Ferracchiati, Arianna Scommegna, Natalie Fillion, Davide
Carnevali, Renato Gabrielli, Marco Maccieri, Magdalena Barile, Stefano De Luca, Tatiana
Olear, Marco Plini. Dal 2019 al 2022 tiene laboratori di teatro nelle scuole primarie e
secondarie (Nova Terra Buccinasco, San Biagio Monza) e presso MTM Milano.
Nel 2023 segue Carrozzeria Orfeo in qualità di assistente volontaria alla direzione degli
interpreti, in un laboratorio residenziale per attori. Nel 2023-24 segue I Gordi (compagnia
residente al Teatro Franco Parenti) in qualità di assistente volontaria alla drammaturgia, per
il debutto dello spettacolo “Note a margine” (prod. Teatro Franco Parenti).
Dal 2024 scrive e dirige i miei spettacoli. Nel 2025 “A volo d’angelo” (prod. Teatro Nuovo di
Pisa) vince il FringeMi Festival ed è in distribuzione nazionale con oltre 30 date. Il suo
secondo lavoro,
“Michael vuole volare”
, debutta al Teatro Elfo Puccini di Milano a luglio
2025.

MICHELANGELO CANZI:
Si è formato presso la Scuola Civica di Teatro Paolo Grassi a Milano – 2021-2024, Triennio di
Recitazione AFAM, 110 con Lode. Dal 2021 frequenta l’Università degli Studi di Milano , con
indirizzo Lettere Classiche.
La sua carriera teatrale è già ricca di collaborazioni di rilievo tra cui:

  • 2025 Trilogia del benessere di Renato Sarti, con Valentina Picello, Teatro Franco Parenti
    Milano, produzione Teatro della Cooperativa
  • 2025 Come fuoco regia di Mario Scandale, adattamento teatrale di Giulia Bartolini del
    romanzo Narciso e Boccadoro di H.Hesse, nel ruolo di Boccadoro
  • 2024/2025 A volo d’angelo va in scena a Pisa, L’Aquila, Mendrisio (CH), Zafferana Etnea (CT),
    Varese, Livorno, Milano per il Fringe Festival, Arzo (CH) per il festival di Narrazione
  • 2024 In the Penal Colony, regia Massimo Marani, festival Nessiah di Pisa, nel ruolo di prosa
    del Visitatore-narratore
  • 2024 A volo d’angelo di Federica Cottini, monologo vincitore del premio di nuova
    drammaturgia Vite Dimenticate, Teatro Nuovo – Binario Vivo di Pisa – 2023/ 2024 El Nost
    Milan, regia Serena Sinigaglia, Teatro Carcano, produzione ATIR
  • 2024 Il pianeta gigante, di Luca Cardetta, teatro Elfo Puccini Milano, segnalazione Premio
    Hystrio Scritture di scena e vincitore Premio Carlo Annoni next generation 2024
  • 2017 assistente alla regia di Renato Sarti, Filax Anghelos, produzione Teatro della
    Cooperativa
    Nel 2024 ha debuttato al cinema come attore protagonista in Fratello Documentario di
    Diego Fossati, vincitore del premio Prospettive del Festival Filmmaker 2024. Sempre nello
    stesso anno è finalista premio Hystrio alla Vocazione 2024, teatro Elfo Puccini di Milano

PER UNA MANCIATA DI DONNE E TERRA
17 dicembre 2025

CREDITI
Testi: LUCIANA BELLINI
Regia e drammaturgia MARTINA GUIDERI
Luci ANDREA GUIDERI
Musiche MARCELLO FANESCHI
Foto CLAUDIA ESPOSITO
Produzione Ensarte Artisti & Tecnici

Spettacolo liberamente tratto da ‘La terra delle donne’ di Luciana Bellini
Cinque attrici (più una) prestano corpo e voce ad altrettante testimonianze di vita vissuta.
Una trasformazione radicale della società si è sviluppata a partire dal processo di riforma
agraria nel nostro paese. L’opera di raccolta di una scrittrice appassionata come Luciana
Bellini ha fatto arrivare a noi, con un linguaggio antico, ma allo stesso tempo semplice,
fresco e immediato, le voci di tante donne, che quella trasformazione hanno vissuto in
prima persona.
A noi che viviamo sempre più frequentemente i mutamenti continui di una società che
corre verso un domani incerto e sconosciuto, queste donne parlano.
E con le loro storie molto hanno da dire delle nostre paure, delle nostre passioni, del
nostro coraggio, del nostro.

PAOLA LAMBARDI Gennì
ELISA BARTOLI Lina
FEDERICA OLLA Ginevra
RITA BARAGLI Maria
RITA CECCARELLI Rita
LUCIA DONATI Rosina

Note di regia
Martina Guideri afferma: “Ho incontrato il testo ‘la terra delle donne’ di Luciana Bellini
qualche anno fa, restando affascinata dalla sua scrittura, così diretta e particolare, usata per raccontare queste testimonianze raccolte nel comune di Scansano. Una scrittura capace di restituirci subito la voce detta, con segni che immediatamente ci riportano a suoni, con caratteristiche che subito ci fanno vedere sulla pagina la lingua toscana, o meglio
maremmana, con meccanismi simili a quelli usati da Camilleri per il ‘suo’ siciliano.
Ma più mi hanno colpito le storie di queste donne, che ci parlano di riscatto, del desiderio di
migliorare la propria vita, di come un progetto statale abbia reso possibile cambiamenti
davvero radicali nella nostra società; ma anche di come nel nostro paese certi meccanismi dipotere o di contrasto al potere si assomiglino in ogni epoca, e di come molte di queste
donne abbiano saputo raccontare il loro personale punto di vista (…) Ogni testimonianza del
libro è individuale e unica, ma al tempo stesso è ‘segno’ di una collettività e della ‘storia’ che
tutti noi abbiamo vissuto. Per questo ho chiesto alle mie colleghe di lavorare non tanto sui
‘personaggi’ ma su loro stesse, sul loro essere donne e attrici, sulla loro capacità di farsi voce e anima di altre donne, di farsi scrittura viva e quindi racconto (,,,)”.

VERSIPELLE
Dialogo fra padre, figlia e lupo mannaro
17 gennaio 2026

CREDITI:
Di e con Benedetta Pigoni e Valerio
Sebasthian Saccà
Regia di Martina Pozinibio
Testo di Benedetta Pigoni
Figure ed animazioni Valerio Sebasthian Saccà

SINOSSI:
La storia ha come protagonisti un padre e una figlia (il lupo) e si svolge interamente
all’interno di una baracca di burattini, costruita su due livelli sovrapposti: uno superiore,
aperto e condiviso, è l’emporio alimentare di montagna gestito dal padre e uno inferiore,
chiuso e privato, la stanza della figlia. Questo dispositivo scenico, ispirato alla tradizione del
teatro di figura, diventa non solo contenitore narrativo, ma metafora architettonica del
conflitto interno alla storia: quello tra spazio pubblico e privato, tra esposizione e intimità, tra
vita quotidiana e trasformazione nascosta.
I protagonisti, che prendono vita attraverso dei burattini a guanto, sono: un padre, il cui
corpo non cambia ed incarna il mondo delle regole, del lavoro, del dovere, dello spazio
pubblico, ponendosi in antitesi l’opposto della trasformazione incarnata dal personaggio
della figlia (e il lupo). La figlia è una figura più minuta, più giovane, con fattezze delicate e un
corpo costruito per esprimere ambiguità, fragilità, tensione. Il suo burattino è doppiamente
costruito: al suo interno, nascosto dietro i capelli, è celato un secondo volto, quello del lupo.
Questa struttura bifronte del burattino permette una trasformazione concreta in scena,
senza bisogno di effetti o transizioni scenografiche: la figura muta fino a rivelare il corpo del
lupo, che non è “altro” da lei, ma è lei: una sua parte rimossa, forse temuta, che si manifesta
con forza.
“Versipelle è una fiaba contemporanea sull’adolescenza femminile come trasformazione invisibile,
spesso taciuta: un corpo che cambia, ma di cui non si parla.
La storia si concentra sul rapporto tra un padre e una figlia, chiusi in un emporio di montagna,
vicini ma incapaci di comunicare.
Come le fiabe di un tempo accompagnavano il passaggio dall’infanzia all’età adulta, questa fiaba
moderna accompagna la protagonista e il pubblico lungo una soglia: quella tra il dentro e il fuori,
tra l’umano e l’animale, tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare. (…) Attraverso i burattini
possiamo raccontare la metamorfosi al centro della storia con la libertà dell’immaginazione,
esplorando corpi impossibili, deformati, ibridi, che sfuggono alla norma”
.

BENEDETTA PIGONI:
Dopo aver studiato Lingue e Culture dell’Asia all’università di Bologna,
si diploma in Paolo Grassi nel corso di Scrittura per lo spettacolo. Vince
il Premio Tondelli 2023 e il ConTest Amleta con 30 milligrammi di
Ulipristal, messo in scena nel 2024 in una produzione del Seoul
Institute of the Arts. Studia teatro di figura nel corso Animateria e
collabora come marionettista con la compagnia Carlo Colla e Figli e
come burattinaia con la Casa di Meneghino. Nel 2025 è selezionata con
Molka per Residenze Digitali di Capotrave/Kilowatt e AMAT, e con Per
favore, non Riccardo III nel progetto UAD del Teatro Stabile del Veneto.
Entrambi i lavori debutteranno a fine anno.

VALERIO SACCÀ:
Allievo di Daniele Cortesi e Giacomo Onofrio, Valerio Saccà inizia da
giovanissimo – aveva 23 anni – il mestiere di burattinaio e scultore
recuperando l’ormai dimenticata Maschera di Meneghino e, dopo aver
prodotto i primi spettacoli, la rende protagonista dei principali festival
di settore. Guidato dai suoi mentori – Daniele Cortesi, ma anche Natale
Panaro – Valerio Saccà affina negli anni le tecniche teatrali e di scultura.
All’età di 36 anni Valerio è oggi non solo uno dei più giovani burattinai
professionisti d’Italia, ma anche l’unico che porta avanti la tradizione
storica, artistica, artigiana e identitaria per la città di Milano del teatro
di burattini del Meneghino. Da ottobre2024 il Comune di Milano lo ha
nominato referente della categoria dei burattinai della città nel corso
dell’inaugurazione della postazione nei giardini di Porta Venezia
dedicata al Teatro di Figura. Valerio Saccà è attualmente direttore
artistico della quarta edizione di ‘Gioppino & I suoi fratelli’
, Festival di Teatro delle Figure Animate e di Commedia dell’Arte organizzato a
Bergamo dalla Fondazione Ravasio – Museo del Burattino ETS. È stato
insignito dei premi ‘Ribalte di Fantasia’,’Giuseppina e Benedetto Ravasio’
‘Silvano D’Orba’ e del ‘Teatrapa’ (Messico). Nel 2025 è stato
nominato “Tesoro Umano Vivente” dall’Unesco e ha portato gli
spettacoli dei burattini in Tunisia, Giappone, Cuba, Singapore, Russia e
Costa D’Avorio.

IL TRIANGOLO ROSA
28 gennaio 2026

CREDITI:
Di e con Altero Borghi – performer
Musiche composte ed eseguite da Gabriel Ruffini
Regia e letture Serena Cesarini Sforza
Durata 50-55 minuti

SINOSSI:
Lo spettacolo affronta la storia di un omosessuale
liberato da un campo di concentramento che è stato
contrassegnato con un triangolo rosa sulla casacca. La
sua storia inizia dalla guerra di Spagna del 1936 dove
conosce un giovane siciliano, poi la fuga in Francia dopo
la sconfitta del fronte popolare spagnolo e la guerra in
Europa, l’arresto, la vita nel lager e infine la liberazione.

LENA+LEONE
11 febbraio 2026

CREDITI:
Di Francesco Silvestri
Regia di Giusy Nigro
Con Francesco Baldi e Giusy Nigro
Produzione LaLut

SINOSSI:

Un viaggio, come la vita dopotutto. Un viaggio di cui si conosce il punto di arrivo. Lena e
Leone sono partiti, qualche bagaglio e uno scopo preciso: concludere il viaggio. Prima che il
dolore sia troppo, prima che ogni traccia del loro tremante amore venga cancellata dall’oblio
del tempo e della malattia. Prima di cadere vittime del ricatto inaccettabile alla vita pur che
sia. Un viaggio infinito ma dall’esito certo, stabilito, scelto a due nel rispetto di una libertà
inalienabile: onorare col proprio tempo residuo la bellezza del proprio tempo passato.
Silvestri ci fa accomodare nello scompartimento di questi due viaggiatori innamorati, apre il
nostro cuore al loro racconto, ci rende testimoni di un momento alto e luminoso, eppure così
semplice, il momento in cui qualcuno, senza chiedere niente, con dolcezza, decide di
scendere dal treno. Il testo di Silvestri si abbina a una drammaturgia originale, lo spaccato
domestico che sancisce il valore, semplice e prezioso insieme, di un legame messo alla prova
dalla scelta più difficile. Nulla di più. Durata 50 minuti circa.

MORIREMO DOMANI
28 febbraio 2026

CREDITI:
Regia César Brie
Con Sebastiano Amidani, Teresa Noemi Bove, Gloria Busti, Alberto De Gaspari, Caterina
Pagliuzzi, Gionata Soncini, Chiara Terigi e Gabriele Spataro
Drammaturgia di Sebastiano Amidani, Teresa Noemi Bove, Gloria Busti, Maria Canino,
Matteo Chirillo, Alberto De Gaspari, Caterina Pagliuzzi, Gionata Soncini, Chiara Terigi e
Gabriele Spataro
Produzione: Collettivo Senzanumerocivico
Durata: 80 minuti senza intervallo

Lo spettacolo si configura come un mosaico di storie tratte dall’infanzia e dall’adolescenza
degli attori-autori. Ricordi, angosce, scoperte, sogni e prime volte che hanno segnato il
superamento di quella soglia invisibile verso l’età adulta. Racconti personali che attraverso il
dispositivo teatrale cercano di farsi universali con lo scopo di far riaffiorare alla memoria
dello spettatore le sue passioni, le sue delusioni, gli amori mai dimenticati, le masturbazioni
improbabili, i giochi liberi e ingenui di un “altrove” ormai lontano.
Il titolo Moriremo domani è tratto dalla canzone “We Might Be Dead By Tomorrow” di SOKO,
che fa da leitmotiv dello spettacolo. E’ un invito a vivere con profondità chi siamo in ogni
attimo del presente, un inno alla giovinezza e un augurio a porre la nostra attenzione all’oggi.
Rievochiamo il passato nel presente e così ci accorgiamo che non siamo più gli stessi, che
abbiamo vissuto vite che sono finite, che cambieremo con certezza o forse siamo già
cambiati.

Il collettivo “senzanumerocivico” racchiude i dodici allievi del biennio 2021-2023
dell’Accademia dei Filodrammatici di Milano. L’incontro del gruppo con la poetica di Cèsar
Brie avviene nel gennaio 2023, grazie ad un seminario di due settimane al termine delle quali nasce una bozza di lavoro.
“Ci siamo dunque ritrovati d’accordo, fin da subito, nel profondo desiderio di far crescere il progetto fino a renderlo uno spettacolo vero e proprio, motivati sia dalla completa adesione al racconto, che per ognuno di noi intimo e personale, sia dalla possibilità unica di collaborare con un grande Maestro del Teatro per il quale nutriamo un’immensa stima”.
https://youtu.be/6rcI0ePgo3E?si=sq-m–2tm396l1zF

DONA NOBIS PACEM
11 marzo 2026

CREDITI:
Di Collettivo Zev
Con Lorenzo Gatto, Flavio Innocenti e Samuele Migone
Produzione Topi Dalmata

SINOSSI:
In una cornice che è quella di un tipico ufficio
investigativo degli anni ‘80, tre ANGELI sono al loro
primo giorno di lavoro presso il Sottufficio per il
Giudizio Particolare in Paradiso. Il caso che devono
affrontare è quello dell’anima trapassata di una Forza
dell’Ordine (chiamati altresì in Terrra “Polidziotti”). Pare
che il soggetto abbia mostrato una smorfia simile a un
SORRISO mentre colpiva un suo fratello umano nel
DA UN FATTO DI CRONACA
Il 23 Febbraio 2024 a Pisa un corteo di studenti incontra un cordone di Forze
Dell’Ordine. Lo scontro causa 17 feriti tra gli alunni minorenni. Il caso che i tre angeli
andranno a giudicare attinge direttamente (fotografie, dati e protagonisti) da questo
fatto di cronaca. A partire dal PRESUNTO SORRISO i protagonisti della vicenda
attraverseranno una drammaturgia satirica ove commedia, mistero, canto e poesia
dettano un ritmo caotico alla narrazione. Se il primo atto brilla di un’atmosfera ilare,
sospinta dall’ottimismo dei personaggi verso l’efficienza degli Uffici Celesti. La
seconda metà mostra le contraddizioni di un sistema dove la violenza NON SEMPRE
VIENE CONDANNATA.
ATTRAVERSO LE SACRE RAPPRESENTAZIONI
L’estetica e lo stile di DONA NOBIS PACEM percorrono l’iconografia lungo i Secoli.
Tracciando un mosaico che sembra seguire un’indagine precisa: dove si annida la
violenza nella storia dell’eroismo occidentale?
DONA NOBIS PACEM nasce sull’esperienza di un dialogo tra il Collettivo e degli
studenti e delle studentesse sul territorio toscano.

COLLETTIVO ZEV
Tre attori laureati alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 2023, iniziano un percorso di
ricerca teatrale insieme. I tragici eventi del 2024 a Pisa ci spingono a partire per la Toscana e indagare, dialogare, scoprire.
FLAVIO INNOCENTI
Nato a Siena, partecipa fino ai diciotto anni sul territorio al lavoro di una compagnia locale
per poi studiare e laurearsi alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 2023. Debutta sulle
scene con lo spettacolo “Piccola Luce” al Teatro Elfo Puccini, In seguito ritorna sul palco
dell’Elfo per poi esordire come protagonista al Teatro Franco Parenti nell’”Orestea” per la
regia di Maurizio Schmidt.
SAMUELE MIGONE
Nato a Milano, studia recitazione fin da piccolo a Grock Scuola di Teatro, per poi laurearsi nel 2023 alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi. Debutta quindi al Teatro Elfo Puccini come protagonista per lo spettacolo “Chiave Inglese”, recita al Franco Parenti per poi iniziare una produzione del Teatro Nazionale di Genova e Cineteatro Baretti dal titolo “Il corpo consapevole”, per la regia di Silvio Peroni.
LORENZO GATTO
Attore e cantante, nasce a Milano, studia recitazione presso Grock Scuola di Teatro, per poi
laurearsi alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi nel 2023. Debutta al Teatro Elfo Puccini nello spettacolo “Piccola Luce”, successivamente inizia a calpestare grandi palcoscenci di prosa e lirici n Italia e all’estero grazie a produzioni del Teatro Sociale di Como e del Donizzetti di Bergamo, studia attualmente canto lirico presso il Conservatorio di Milano.

PLUTO, O IL DONO DELLE FINE DEL MONDO
21 marzo 2026

CREDITI:
di Anton Giulio Calenda e Valeria Chimenti- tratto dal Pluto di Aristofane
regia Alessandro Di Murro
con Matteo Baronchelli, Alessandro Di Murro, Alessio Esposito, Amedeo Monda, Laura Pannia
musiche originali di Amedeo Monda
disegno luci Matteo Ziglio
costumi Giulia Barcaroli
assistente alla regia Rebecca Righetti
direzione organizzativa Bruna Sdao
produzione Gruppo della Creta con il sostegno del Ministero della Cultura

SINOSSI:
E se fossimo tutti ricchi e liberi dall’obbligo di lavorare? In Pluto, Aristofane immagina questa utopia: il dio cieco della ricchezza viene curato da Cremilo affinché il denaro sia distribuito ai giusti e non ai corrotti, anzi il denaro sarà per tutti e tutti saranno ricchi senza limiti. Ma l’abbondanza per tutti porta all’ozio universale e ad opporsi è Povertà, che difende il bisogno come motore dell’impegno umano. Se Pluto incarna un comunismo ideale e Povertà il volto del capitalismo, il Gruppo della Creta nella sua riscrittura di questo capolavoro, segue le orme di Aristofane e si distanza da entrambe le ipotesi
politiche. Con ironia e critica costruiamo uno spettacolo che esplora la crisi di tutte le
ideologie, cercando una via nuova. Perché l’umanità sbaglia, ma sbaglia sempre meglio.

IL GRUPPO DELLA CRETA:
“Il Gruppo della Creta è un’impresa di produzione teatrale gestita interamente da
professionisti under 35 che si occupa di produzione, formazione e organizzazione teatrale.
Un collettivo di quindici artisti, organizzatori e tecnici che lavorano insieme alla disperata
ricerca di una voce che gli appartenga e che traduca la coralità del loro sentire. Le produzioni del Gruppo indagano le tematiche del teatro contemporaneo e si basano sulla
sperimentazione di nuovi linguaggi e nuove tecnologie.
Nel 2019 il Gruppo si assume la responsabilità di ri-abitare il TeatroBasilica di Roma, con il
desiderio di diventare un luogo necessario nella mappa culturale della capitale. Nel 2024 il
TeatroBasilica si è aggiudicato il Premio Nazionale Franco Enriquez 2024 come miglior
organismo di programmazione contemporanea ed indipendente. Dal 2021 la compagnia è
stata riconosciuta dal Ministero della Cultura come Impresa di Produzione Under 35 e, anche grazie al sostegno del Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo, ha prodotto più di dieci opere teatrali e garantito lavoro a moltissimi giovani attori e autori.
Il gruppo ha inoltre collaborato con autori, attori e registi di grande qualità artistica come
Antonio Calenda, Riccardo Caporossi, Michele Sinisi, Francesca Macri, Giorgio Barberio
Corsetti, Pier Lorenzo Pisano, Lucia Medri e altri.
I membri del Gruppo della Creta sono: Matteo Baronchelli, Vittorio Bruschi, Anton Giulio
Calenda, Valeria Chimenti, Jacopo Cinque, Alessandro Di Murro, Tommaso Emiliani, Alessio
Esposito, Simone Galli, Lorenzo Garufo, Ilaria Iuozzo, Chiara Marianetti, Gabriele Merlini,
Amedeo Monda, Laura Pannia, Bruna Sdao, Matteo Ziglio.

LA LUNA NEL POZZO
Ballate, novelle e leggende della tradizione popolare toscana
8 aprile 2026

CREDITI:
Con Mauro Chechi e Francesco Burroni
Con il contributo di Florio Carnesecchi
Produzione Aresteatro- LIPE

Lo spettacolo di Mauro Chechi (conosciuto e
apprezzato cantastorie maremmano che da sempre
dedica la propria attenzione alla riscoperta e alla
rivitalizzazione della cultura popolare della sua terra) e
Francesco Burroni (che da anni si occupa di
improvvisazione teatrale, musicale, poetica e di
tradizioni popolari toscane) nasce come ricerca,
riproposta e riscrittura dell’universo narrativo della
cultura popolare toscana di tradizione orale.
Così oltre ad alcune delle più belle canzoni toscane di
impianto narrativo e delle ballate da cantastorie che
raccontano le storie tramandate dalla tradizione (Pia
de’ Tolomei, il brigante Tiburzi ecc.) ascolteremo anche
alcune delle fiabe raccolte a metà ‘800 dal ricercatore senese Ciro Marzocchi recentemente studiate e ripubblicate da Florio
Carnesecchi che ha curato anche una raccolta di novelle de’ Montierini alcune delle quali
faranno parte dello spettacolo.
Ma oltre alla riproposta del materiale di tradizione orale, grazie alla grande abilità di
improvvisazione narrativa e poetica dei due interpreti dello spettacolo, si potrà anche
assistere alla creazione immediata di una moderna leggenda nata da un fatto raccontato dal pubblico, all’invenzione di una novella popolare di cui ci è stato data solo la frase d’inizio e qualche parola a sorpresa, a una ballata in ottava rima o in terzine dantesche e a qualche
altra sorpresa sempre nel solco della tradizione ma con un occhio al mondo contemporaneo.

Francesco Burroni: nato a Siena nel 1952. Si laurea in Lettere nel 1980 all’ Università di
Siena. La formazione teatrale inizia a partire degli anni ‘70 al Piccolo teatro di Siena, alla
scuola di Bologna diretta da A.G. Garrone e a Firenze al laboratorio di Ugo Chiti per
proseguire poi con importanti maestri della scena nazionale e internazionale.
Contemporaneamente studia musica, danza e tecniche di movimento. Attraversa molti
generi teatrali: dal teatro per ragazzi al cabaret, dalla Commedia dell’Arte per la regia di Nico
Pepe al teatrodanza con il Teatro fantastico di Buenos Aires diretto da Silvia Vladimivsky.
Nel 1988 importa e diffonde in Italia la formazione e la pratica del Match di improvvisazione
teatrale®.
Nel 1985 inizia l’attività di formatore particolarmente centrata sull’improvvisazione teatrale
tenendo corsi in varie città italiane e dando vita a metà anni 90 alla scuola di improvvisazione
dello ZELIG di Milano.
Dal 1987 a oggi è stato via via fondatore e direttore artistico della Lega Italiana
Improvvisazione Teatrale e dell’associazione nazionale imprò e attualmente della rete
nazionale del Match d’improvvisazione e di arESteatro curando anche la direzione artistica di vari festival. Con i match e altri spettacoli di improvvisazione ha partecipato a tournées in
varie parti del mondo e nel 1998 è stato capitano della nazionale italiana che ha vinto a Lille il campionato del mondo di improvvisazione teatrale.
Ha al suo attivo numerosi film e trasmissioni televisive con registi come Bellocchio, Vanzina,
Virzì ecc. ultima l’interpretazione dell’amico di merende Mario Vanni nella fiction “Il mostro di Firenze”.
Dirige a Siena il Laboratorio del sonetto. Oltre a volumi di sonetti in vernacolo toscano,
racconti e filastrocche ha pubblicato: Match di improvvisazione teatrale: la storia, le regole, le strategie, gli esercizi dello spettacolo più rappresentato al mondo e Improvvisare e scrivere in rima per la Dino Audino Editore. Ha tenuto per tre anni una rubrica settimanale di satira politica in versi sul settimanale LEFT.

Mauro Chechi: nato a Grosseto, lasciata l’attività di legale, dal 1979, si è esibito in Italia e
all’estero come poeta estemporaneo e come interprete delle sue composizioni alcune delle
quali, tipo “Pia de’ Tolomei”
, sono state tradotte e rese note da cantanti stranieri, come l’argentino Ricardo Revalta.
Ha partecipato al “Volterra teatro” con la regia di Vittorio Gassman insieme a Roberto Benigni e ad altri poeti estemporanei
Ha partecipato a programmi televisivi, a documentari e al film “La Ragazza Americana” del
regista Vittorio Sindoni
Ha rappresentato la tradizione italiana, oltre che in molti paesi europei, a Cuba, in
Mozambico e, per due volte, in Messico.
Scritturato dal prestigioso “Berliner Ensemble”
, ha lavorato, come attore, per tre anni (1992-
95) a Berlino nello spettacolo “Wunder von Mailand”.
Sempre in Germania nel 2008, presso il “St. Pauli Theater” ad Amburgo, con la regia di Peter Zadek è stato interprete della commedia di Luigi Pirandello “Vestire gli ignudi”.
Ha ricevuto il premio Vincenzo Caldarelli, nel Marzo 2006, da Maurizio Costanzo, del quale
era stato più volte ospite al teatro Parioli.
Ha pubblicato vari libri tra i quali, con le Edizioni E.B.E., la raccolta di Filastrocche “Cantava la
nonna” e “Come si improvvisa cantando” ricerca sulla tecnica dell’improvvisazione poetica.

CONCERTO FETIDO SU QUATTRO ZAMPE
18 aprile 2026

CREDITI:
di e con Alice e Davide Sinigaglia
produzione SCARTI Centro di Produzione
Teatrale d’Innovazione
progetto Selezionato Powered by Ref
Un progetto Romaeuropa Festival 2023
nell’ambito di ANNI LUCE_osservatorio di
futuri possibili in collaborazione con
Carrozzerie | n.o.t e 369gradi srl corealizzazione residenze Periferie Artistiche –
Centro di Residenza Multidisciplinare del
Lazio in network con ATCL – circuito
multidisciplinare del
Lazio per Spazio Rossellini polo culturale
multidisciplinare regionale Teatro Biblioteca
Quarticciolo, Cranpi

Il “Concerto fetido su quattro zampe” è stato scritto passeggiando fra le vie della
città dei suoi autori, è stato, come loro stessi affermano, “ sognato negli inverni nucleari
di provincia, voluto nella casa in cui siamo cresciuti e cantato davanti a un pianoforte: lo
stesso davanti al quale nostra madre ci ha insegnato a suonare. Adesso vogliamo
portarlo su un palco. Portare noi stessi su un palco. Fratelli, musicisti, uomini, animali.
Nella desolazione della città in cui siamo cresciuti chiediamo aiuto agli animali che
siamo. Ci vengono in soccorso L’animale che dunque sono di Jacques Derrida e l’album
Destroy the Enemy dei DSA commando, gruppo rap dei primi anni 2000, cani sciolti
venuti fuori dalla nostra terra, liguri come noi, gente cresciuta fra il vento delle scogliere
e le strade lasciate sporche dai turisti. Da questo strano connubio nasce il nostro
concerto e la sua domanda è sull’animalità, sul senso della ferocia e su questa nostra
maledetta evoluzione. Da due poli diversi del mondo, un rap dimenticato e un
pamphlet filosofico, ci interrogano su chi dunque siamo quando siamo nudi come
bestie di fronte alle bestie che siamo. Ci chiedono perché ci mettiamo lo smalto sulle
zampe. Perché nessuno si annusa più il culo. Da quand’è che ha vinto il decoro. La
pulizia. La sicurezza”.

Alice e Davide Sinigaglia sono due artisti e fratelli originari di La Spezia. Figli d’arte, studiano sin da bambini come musicisti e cantanti per formarsi poi come attori e operatori sul territorio spezzino. Grazie a SCARTI Centro di Produzione Teatrale d’Innovazione nel 2016 prendono parte in qualità di giovani attori nella produzione Ubu Rex di Enrico Casale. Con SCARTI e Generazione Eskere coproducono il loro primo spettacolo Domino, Menzione Speciale a Scenario Infanzia 2018, scritto e diretto da Alice. Parallelamente Davide consegue il Diploma di II Livello in Strumenti a Percussioni al Conservatorio di La Spezia e lavora come percussionista nei festival di musica classica di Salisburgo e di Skive in Danimarca. Insieme ad Alice fa parte di un gruppo di percussioni brasiliane che dirige e con il quale da dieci anni è ospite al Festival Internazionale di Coburgo. Nel 2021 sempre insieme a SCARTI e Generazione Eskere i due fratelli producono Il Canto del Bidone spettacolo Finalista al Premio Scenario 2021. Nel 2022 Alice consegue il Diploma Accademico di primo livello (AFAM) in Regia presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi Milano e Davide lavora come percussionista ed interprete nello spettacolo Karnival di Michela Lucenti/Balletto Civile. Dopo il diploma Alice inizia a lavorare come aiuto-regia nella prosa e nella lirica affiancando fra gli altri Serena Sinigaglia e Giovanni Ortoleva. Nel 2022 firma la regia di Funerale all’italiana, monologo ideato e scritto insieme all’attrice Benedetta Parisi che ha debuttato all’interno del Festival delle Colline Torinesi nel 2022. Nel maggio 2023 ha diretto la prima edizione del festival di teatro Under 30 Tutta la vita davanti – festival di teatro per vecchi del futuro all’interno di Fuori Luogo La Spezia. In quell’occasione ha presentato il primo studio di Gargantua e Pantagruele – cronache di uno spettacolo gigantesco scritto insieme alla drammaturga Elena Patacchini e con Davide fra gli interpreti. Al momento Alice è impegnata come dramaturg in Sorry for what di Giulia Spattini. Davide collabora ad oggi con Enrico Casale nel progetto nazionale “Per Aspera ad Astra– Come riconfigurare il carcere attraverso la cultura e la bellezza”, ed è tra i selezionati al corso di alta formazione “Le parole del Corpo” di ERT Emilia-Romagna Teatri. Il percorso artistico condiviso di Alice e Davide ha portato quest’anno alla creazione di Concerto fetido su quattro zampe, spettacolo in cui i due fratelli si incontrano per la prima volta su un palco da soli.

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